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Nuove tecnologie

OneDrive e lo spazio a disposizione

OneDrive lo spazio a disposizione e le impostazioni di sincronizzazione.

OneDrive è il servizio di cloud storage di Microsoft. Praticamente un hard disk online che ti permette di archiviare qualsiasi tipo di file e di accederci e gestirli da qualsiasi dispositivo (PC, Smartphone, tablet, xbox, ecc…) sia connesso alla rete.

Può essere sincronizzato con il tuo dispositivo e in automatico archiviare, senza il tuo intervento, le tue foto e i tuoi documenti.

La versione presente sul PC è free e può usufruire di 5GB di spazio per l’archiviazione. Se si ha bisogno di ulteriore spazio lo si può acquistare navigando a questa pagina.

5GB di spazio si riempiono presto, soprattutto se la sincronizzazione è automatica e non ci rendiamo conto di cosa carichiamo sul cloud.

Ecco allora due parole su come gestire lo spazio per l’archiviazione:

Per accedere alle impostazioni è sufficiente fare click con il pulsante destro del mouse nell’icona della nuvola presente accanto all’orologio e scegliere la voce “Impostazioni”.

Onedrive Spazio disponibile Flavio Dalla Vecchia Consulenza informatica e nuove Tecnologie

 

 

 

 

Si aprirà una nuova finestra una nuova finestra:

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La prima operazione da fare è selezionare le cartelle da sincronizzare, quindi premiamo sul pulsante “Scegli cartelle” e dall’elenco che appare selezioniamo o deselezioniamo le cartelle di interesse.

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Per un uso d’ufficio la cartella più importante è sicuramente “Documents” ma per un uso casalingo/famigliare è sicuramente “Pictures” (foto/Immagini).

 

Queste sono le cartelle che vengono sincronizzate automaticamente dal servizio di OneDrive, ma se volessimo decidere noi cosa archiviare in OneDrive e cosa non archiviare?

 

Semplice, dopo aver tolto il segno di spunta sulle cartelle che ci interessano, scegliamo la scheda “Salvataggio automatico” e impostiamo su “Solo questo PC” la voce Documenti e quella Immagini in modo che “OneDrive” non proponga automaticamente il salvataggio in questa posizione.

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Fatto questo possiamo chiudere la scheda impostazioni OneDrive con “OK”.

A questo punto OneDrive non archivierà più automaticamente nel cloud i tuoi documenti. Per farlo bisogna copiarli manualmente, anche trascinandoli, nelle cartelle “OneDrive” in “Esplora File”.

Se il tuo spazio “OneDrive” risulta “pieno” o “in esaurimento” bisogna, dopo aver modificato la sincronizzazione, eliminare i file non necessari o che non sono importanti dalle cartelle di OneDrive. (puoi leggere qui)

 

 

E’ on line!! Recoverycars Beta v2.0

recoverycars software per gestire recupero mezzi sinistratiÈ finalmente on line la versione 2.0 della Beta di RecoveryCars.

Il primo software per la gestione dei recuperi, da parte delle autofficine autorizzate, di mezzi incidentati, sequestrati o in avaria.

Dopo le prove da parte delle officine che hanno aderito alla sperimentazione con la prima versione Beta, le correzioni e le aggiunte, oggi è finalmente on line la Beta 2.0 che prelude la versione definitiva prevista per i primi mesi del 2017.

Il software RecoveryCars.net, che si appoggia completamente su piattaforma web, permette di inserire gli interventi di recupero dei mezzi, specificando una serie di voci utili alla catalogazione e archiviazioni degli interventi di recupero. Ogni intervento viene archiviato in maniera elettronica su database e viene restituito un numero progressivo per anno, una sorta di protocollazione univoca. L’obbiettivo di RecveryCars è quello di aiutare le officine meccaniche, che spesso non hanno una  figura che gestisce l’ufficio, a liberarsi del cartaceo e archiviare la documentazione in maniera digitale. Questo permette una più rapida e trasparente gestione degli interventi di recupero permettendo ricerche mirate, una rapida e costante visione d’insieme della situazione dei recuperi, dei mezzi ancora in giacenza e di quelli già restituiti.

Recoverycars si può provare in versione trial per 30 giorni.

 

 

 

 

Password, password, password e ancora password.

L’importanza delle password e come sopravvivere.

Oggi tutti dobbiamo ricordare almeno una password o un pin numerico. Se leggi vuol dire che fai parte di quella sezione privilegiata del mondo che accede giornalmente alla tecnologia. E se accedi devi avere una password, ma se vai al bancomat o lo usi per pagamenti dei avere un PIN numerico. Se controlli il conto corrente da casa devi avere una password robusta, oltre ad una connessione sicura.

flavio-dalla-vecchia-consulenza-informatica-nuove-tecnologie-password

Nel corso della mia esperienza come consulente informatico e nuove tecnologie mi sono imbattuto in centinaia e centinaia di password degli utenti. Ricordarle è impossibile ma una cosa ricordo con precisione: tutte erano riconducibili alla vita privata dell’utente!

Ho visto password che ripetevano il nome utente, alcune riportavano la data di nascita, altre il nome del marito/moglie/compagno/compagna, altre il nome della mamma o del papà, il nome del figlio/figlia, altre ancora una fila di numeri o lettere tutte uguali, il nome della via e il nr civico, ma quella che per la maggiore ho visto è la parola “ciao”!

Per fortuna negli ultimi anni i S.O. e la maggior parte dei portali web richiede un’autenticazione leggermente più complicata. Come minimo richiedono che la lunghezza della password sia di 8 caratteri, che sia presente almeno una lettera maiuscola/minuscola e almeno un carattere speciale.

Ma davanti anche a questo la password che usiamo per il sito web preferito la usiamo per l’accesso al conto corrente bancario, al sito della scuola per vedere i voti dei figli o a quello di giochi on-line e così “craccata” una craccate tutte!.

A nulla servono le raccomandazioni e gli inviti, gli articoli che raccontano di milioni di password rubate, di codici di carte di credito clonati ecc. ecc….. continuiamo a sottovalutare l’importanza di una password sicura.

Qual è allora la password più robusta? Non c’è uno standard nella sua creazione ma più è fantasiosa e lontana dalla nostra realtà più è sicura! Un amministratore di rete usava un password del genere: “ Sonol/amministratoreDellaReteDalLontanissimo-1998”! (perfetta: lunga, lettere maiuscole e minuscole, caratteri speciali e numeri) peccato che la usava anche per i suoi account personali e alla fine gli hanno craccato l’account di Libero.it e di conseguenza anche la rete aziendale.

Personalmente uso un sistema che mi permette di costruire la password in base alla sua funzionalità e alla data di creazione, quindi account diversi = password diverse, simili nella loro costruzione ma diverse e se le dimentico? nessun problema, posso ricostruirle sapendo deve mi servono.

Un metodo che insegno spesso?: utilizzare una parola che mi lega all’utilizzo dell’account aggiungerci dei dati relativi alla data e separarli con dei caratteri speciali. Es: account di libero potrebbe essere: l’anno in corso + il nome dell’account + una parola fissa che mi ricordi cosa mi serve la password = 2016Freee-Mi@Post@ (18 caratteri, numeri, lettere maiuscole e minuscole, caratteri speciali)

Importante è cambiarle spesso!,  ma di questo parlerò la prossima volta.

Blocco del server aziendale – priorità “Alta”

Piccole aziende e l’informatica

Arriva una telefonata . . . . . Buongiorno, sono xxxxx della yyyyyyy.s.r.l. abbiamo un problema: non accediamo più ai dati archiviati sul server aziendale. . . . . .

Non è la prima volta che, come consulente informatico, ricevo chiamate del genere, ma mai da una azienda, per lo più sono privati che lamentano questo problema.

Mi reco sul posto e l’impiegata preoccupatissima non vede l’ora di rispondere alle mie domande tecniche nella speranza che il problema si risolva in fretta. Meraviglia delle meraviglie il server è nello spogliatoio maschile!!! e sopra ci è posizionata una cassetta con sei bottiglie d’acqua minerale naturale!!! Cominciamo bene!

Da quanto avete questo server? da circa 8 anni.

Ed è sempre stato qui? certo!

Non voglio parlare male dei colleghi, ma chi ve lo ha installato? un amico del figlio del titolare appassionato di informatica!

Come mai non avete chiamato lui? Non si occupa più di informatica, ora si è laureato in medicina e sta facendo la specializzazione a Boston.

Quand’è stata l’ultima volta che gli avere fatto un po’ di manutenzione? Non saprei . . . . lo ha installato e poi non è più venuto . . . . . . .

Bene, cominciamo: collego una tastiera e un mouse USB e accendo il monitor. Nessun segno di vita eppure le ventole che girano mi dicono che il server è acceso e la spia rossa che lampeggia che il disco fisso lavora. .. . . .

Forzo lo spegnimento. .. . . . . . tolgo la cassetta con le bottiglie d’acqua, scollego l’alimentazione, la rete, il video e porto li case fuori vicino al compressore. Guanti, mascherina e il segno della croce, quindi apro il server . . . . .. . . . nel momento in cui ho tolto il fianco del case mi è sembrato che il server piangesse per l’emozione. Quello che ho trovato all’interno non trova descrizione, il sacchetto di un’aspirapolvere era più pulito.

Comunque mi faccio coraggio, aspiro il materiale più grosso e con il compressore piano piano soffio via il restante. Riporto il server al suo posto lo ricollego e lo accendo sotto gli occhi speranzosi della segretaria . . . . miracolo il video si illumina e . . . . . . . Windows server 2003!!!! a fine settembre 2016 ancora Windows server 2003! dopo più di 1 anno dalla fine del supporto!??

Continuo . . . . login come “administrator”, chiedo: avete la password? Chi noi? No mai avuta, forse il titolare . . . . . lo chiamo.

Il titolare alquanto alterato riferisce di non aver mai avuto password di PC, anzi si vanta che anche il suo portatile è senza password e che non ne vede la necessità. . . . . cerchiamo tra la documentazione anzi cerchiamo la documentazione che non si trova!

Informo che ora il server è comunque disponibile in rete e che ha ripreso regolare servizio fornendo i file condivisi di cui tanto avevano bisogno. La segretaria si illumina e tra mille sorrisi mi porge i dati per la fattura. Cerco di spiegare che la posizione del server non è la più adatta e che il Sistema Operativo non è più supportato illustrando tutte le conseguenze e le conseguenze della mancanza di manutenzione. Bisogna parlare con il titolare.

Dopo 2 ore arriva il titolare. Ci presentiamo e spiego a cosa serve un consulente in informatica, espongo le problematiche informatiche della sua azienda. Mi ascolta, forse, e alla fine mi dice: La ringrazio per il suo intervento e per le sue spiegazioni ma noi qui facciamo ferramenta e il PC più di tanto non ci serve, quindi per quanto mi riguarda la pratica è chiusa qui. Grazie per averci risolto il problema e mi mandi la fattura.

Questa è la situazione della maggior parte delle Piccole e Medie Imprese italiane, non vogliono investire nell’informatica, non ne vedono la necessità. Gli imprenditori pensano che un PC vale l’altro, che un Sistema Operativo sia per sempre e che “basta che funzioni”.

Purtroppo, finché gli va bene!

Windows 10 Anniversary Update – problemi riavvio PC

Ultimamente, come consulente informatico e sulle nuove tecnologie, ho ricevuto parecchie chiamate che segnalano continui riavvii e rallentamenti sul PC che hanno installato Windows 10.

Microsoft ha rilasciato dal 2 agosto un importante aggiornamento chiamato “Windows 10 Anniversary Update” di quasi 3GB, quindi molto pesante da scaricare e installare!

I rallentamenti sono quasi esclusivamente da imputarsi al download dei pacchetti di aggiornamento, soprattutto se non si è connessi ad una linea veloce, mentre gli improvvisi riavvii sono dovuti al completamento dell’installazione di alcuni pacchetti dell’aggiornamento stesso.

Quindi non vi è da preoccuparsi più di molto per la situazione del PC che durerà per il tempo necessario all’installazione.

Consigli:

  • se al momento di spegnere il PC notate la presenza della voce “Aggiorna e arresta” selezionatela!
  • se non avete una linea veloce lasciate acceso il PC qualche sera;
  • eventualmente forzate l’aggiornamento  seguendo questi passi:
    • Collegatevi a questo indirizzo, (sito ufficiale Microsoft)
    • Vedrete un messaggio che dice: Ottieni ora l’aggiornamento dell’anniversario. cliccare su di esso. Verrà scaricato un eseguibile totalmente sicuro (Assistente aggiornamento Windows 10) che dovrete avviare.
    • Verrà richiesto di effettuare un controllo dell’account utente a cui dovrete rispondere Si
    • Verrà visualizzato il messaggio Esegui l’aggiornamento alla versione più recente di Windows 10. Leggete e cliccate Aggiorna.
    • Attendete la Verifica della compatibilità del dispositivo.
    • Se non ci saranno problemi, cliccate su Avanti per procedere con il download oppure attendete 5 secondi per l’avvio automatico.
    • Visualizzerete la Percentuale di completamento del download di Windows 10. Durante questa fase la finestra di aggiornamento mostrerà i seguenti avvisi:

L’operazione richiederà un po’ di tempo. Puoi continuare a lavorare.

Puoi scegliere quando avviare l’aggiornamento.

Non verrà apportata alcuna modifica ai tuoi file.

È molto semplice tornare alla versione precedente se non sei soddisfatto.

Eventualmente puoi ridurre ad icona la finestra e continuare con il tuo lavoro, opzione che sconsiglio perché allunga i tempi di aggiornamento.

Sarà necessario qualche riavvio del PC e TANTA, tanta ma tanta pazienza . . . . . .

Se l’operazione andrà a buon fine, visualizzerete il messaggio Grazie per aver eseguito l’aggiornamento alla versione più recente di Windows 10.

Buon lavoro